Meta valuta campagna per screditare Jonathan Haidt
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Meta, il gigante dei social media, ha contemplato l'implementazione di una "strategia sussurrata". Questa mirava a screditare un influente accademico statunitense, la cui opera ha generato importanti dibattiti.
L'obiettivo era uno psicologo sociale, autore di un libro che ha acceso il dibattito sulla sicurezza online. Le sue tesi hanno propugnato misure più stringenti, come i divieti di utilizzo per i minori di sedici anni.
Verbali di riunioni interne indicano piani per indurre la comunità accademica a disconoscere le sue posizioni. L'intento finale era renderlo poco credibile ai media, orchestrando una campagna di "basso profilo".
Tra le opzioni discusse vi era incaricare un critico di redigere un "pezzo demolitore" contro il suo lavoro. Tuttavia, un noto professore, pur avendo espresso critiche, ha negato categoricamente simili incarichi.
L'accademico in questione si è dichiarato non sorpreso, interpretando la mossa come un attacco al messaggero. Queste rivelazioni sono emerse da documenti giudiziari, parte di una controversia legale intentata da scuole.
Questions
Chi era l'obiettivo della strategia sussurrata di Meta?
L'obiettivo era uno psicologo sociale e accademico statunitense, autore di un libro sulla sicurezza online.
Qual era lo scopo della campagna di basso profilo?
Lo scopo era screditare l'accademico, rendendolo poco credibile agli occhi dei media e della comunità accademica.
Da dove sono emerse queste rivelazioni?
Le rivelazioni sono emerse da documenti giudiziari legati a una controversia legale intentata da scuole.
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